SCICLI

 

Uno dei più antichi presepi siciliani è un presepe ligneo conservato nella Chiesa di San Bartolomeo, (edificata nel ‘400) a Scicli. Risale infatti, al 1576 e fu commissionato ad uno scultore del quale purtroppo non si conosce l’identità. Per l’esatteza furono commissionati dei pastori che avrebbero dovuto essere posti all’interno della Chiesa di San Bartolomeo. Dell’autore, come già detto, si sa poco. Si può affermare con certezza soltanto che il presepe è di fattura napoletana. L’influenza del presepe napoletano su quello siciliano è indiscussa, soprattutto per gli stretti rapporti che esistevano tra i due Regni del meridione, anche se l’arte di rappresentare la nascita del Bambin Gesù nell’Isola si  è evoluta in maniera del tutto originale. Il presepe ligneo purtroppo, venne danneggiato gravemente da un terremoto che nel 1693 distrusse buona parte del paese. Inoltre subì, nel corso dei secoli, varie ristrutturazioni e restauri. Al centro della scena compare la Natività, mentre gli altri personaggi, contadini e pastori, fanno da contorno. Delle statue, in origine 65 , ne sono rimaste oggi soltanto 29. Attualmente si possono ammirare alcune statue in legno dipinto alte circa un metro e mezzo. Oltre a custodire il più antico presepe di Sicilia, ogni anno, a Scicli si mette in scena un presepe vivente molto suggestivo. Si svolge in un luogo particolare e affascinante, una collina detta di Chiafura dove si trova l’antico agglomerato trogloditico con abitazioni rupestri e sepolcri di un epoca in cui Scicli era ubicata sulla collina di San Matteo, adiacente l’attuale città. La collina e le grotte vengono illuminate in modo da rispettare le condizioni naturali del luogo e vari personaggi animano l’ambiente con scene bucoliche e pastorali.

 

 

 

 

Chiesa di San Bartolomeo
La Chiesa di San Bartolomeo risale ai primi anni del XV secolo e fu l’unica a resistere al pauroso sisma del 1693. Le decorazioni interne furono realizzate  in un periodo che va dalla prima metà del ‘700 sino al 1864. La facciata è di stile barocco-neoclassico, sorretto da possenti colonne, fu progettato dall’architetto siracusano Salvatore D’Alì all’inizio del XIX secolo. L’interno è strutturato in un’ unica navata decorata con stucchi, dorature e affreschi (che rappresentano San Bartolomeo di Francesco Pascucci e  l’Immacolata fra Santi del Cassarino e la Deposizione del Preti). Ci sono inoltre dipinti su tela tra cui da ricordare: il Martirio di San Bartolomeo di Francesco Pascucci, l’Immacolata fra Santi del Cassarino e la Deposizione del Preti (1613-1699). Opera d’arte inimitabile è sicuramente il Presepe ligneo di cui oggi restano solo 29 statue. Completano la chiesa la Statua dell’Immacolata e la Sacra Cassa, un’urna contenente reliquie e incisa da rappresentazioni della vita di San Bartolomeo. 

 

******************************************************