Giacomo RANDAZZO

 Cinisi

  

 
 
La mia passione per il presepe nasce nel lontano 1955 quando mio padre ha realizzato il primo presepe semovente a Cinisi.
Allora la televisione non era in tutte le case e l’automobile non era per tutte le famiglie, così mio padre trascorreva le serate in casa a lavorare alla costruzione del suo presepe. La particolarità di questo presepe è stata sempre la movimentazione di alcuni elementi e la miniaturizzazione.
Il primo personaggio in movimento è stato il fabbro che batte col martello il ferro sull’incudine e il suo garzone che aziona il mantice per ravvivare il fuoco nella forgia.
Segue il mulino dove la macina gira su un ripiano per macinare il grano e in basso scorre un fiotto di farina. Il mulino è azionato da una ruota a pale mossa dall’acqua corrente del fiume che scorre adiacente all’edificio.
Ma il movimento più bello e sofisticato è il forno dove una coppia di panettieri è intenta a infornare il pane. Lei pone una forma di pane sulla pala e lui la depone nel forno.
La pala esce vuota dal forno e lei torna a riporvi un altro pane. Si può stare a guardarli per ore! Sotto il pavimento un meccanismo tipo orologio regola questo perfetto sincronismo.
Mio padre aveva in mente altre movimentazioni ancora più suggestive e particolari, ma per motivi logistici non ha avuto più un laboratorio in casa e non ha più lavorato al presepe.
Trent’anni più tardi, quando avevo la stesa età di mio padre quando ha cominciato a lavorare al presepe, ho ripreso ed ampliato la sua opera.
Sin dal primo momento la mia idea è stata quella di ricostruire in miniatura il paesino che sta scomparendo, riproducendo tutto in scala, ogni cosa dieci volte più piccola della misura reale, utilizzando materiali reali.Le casette non più in legno, come le aveva costruite mio padre, ma in muratura, fatte con pietre, tufo e calce.
Il mio primo presepe è del Natale 1988.
Ho utilizzato gli elementi del presepe di mio padre ripristinati a dovere ed ho aggiunto una casetta con gli interni a vista e una noria.
L’anno successivo ho aggiunto un nuovo personaggio in movimento, il falegname.
Lui pialla e impressiona per il movimento aggraziato ed abbastanza verosimile.
Quando abbiamo tolto ai pupi in legno, scolpiti da mio padre, i vestitini in stoffa cuciti da mia madre prima e da mia sorella poi, ho potuto capire il segreto che permetteva a questi pupi di potersi muovere in modo così aggraziato
Si trattava di realizzare in un solo braccio di sette centimetri ben cinque snodi dal polso alla spalla!
E poi c’erano anche gli snodi per far piegare la schiena e le gambe…
Di anno in anno ho realizzato il ciabattino, la filatrice, il ricottaro, i pigiatori d’uva e il vasaio.
Tra gli altri, l’attenzione dei visitatori viene ad ogni occasione catturata dal transito di alcuni carretti per le strade del paesino.
Mio padre ha accettato tacitamente tutti questi cambiamenti e si è lasciato coinvolgere ancora una volta e così costruisce una Natività in movimento. Non è quella che aveva sognato, tanti anni prima, con tutti tre i personaggi in movimento, ma solo una Madonnina che culla il bambino: è bella ugualmente!
Quando veniva in visita al mio presepe, oltre a restare incantato davanti ai suoi panettieri, ammirava altrettanto affascinato i carretti la cui ruota, per le asperità del manto stradale, ogni tanto rallentava e sobbalzava insieme a tutto il carro perchè non aveva le sospensioni: proprio come una volta!

Giacomo Randazzo