Pittura su vetro

 

I più antichi documenti di questa forma d’arte presenti in Sicilia sono quasi certamente di provenienza veneta. I primi vetri colorati siciliani, rispetto a quelli veneti, dal segno più raffinato, dalle tinte più morbide e in genere dalla impostazione grafica e pittorica più solenne, si riconoscono da un disegno più incerto e da una campitura dei colori più approssimativa, da cui risulta chiaramente l’assenza della disciplina propria della bottega e di una lunga e autonoma tradizione artistica. In un primo tempo i soggetti della pittura su vetro, com’è comune del resto a tutte le arti connesse al vetro in molti paesi d’Europa, ma lì con molto anticipo, sono prevalentemente a carattere mitologico e anche quando sono di precedenza religiosa inclinano più al decorativo che al devoto. In un secondo momento, quando quest’arte viene assorbita interamente in ambito popolare con la vitale funzione di protezione del negativo, i temi appartengono tutti all’universo religioso. Scomparsi i sogetti mitologici, sono le scene bibliche e la ritrattistica sacra a occupare interamente l’area operativa degli esecutori.