TRAPANI

 

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Oggi a Trapani è possibile ammirare una splendida raccolta di celebri presepi in corallo, ulteriormente impreziositi da oro, argento, smalti e pietre preziose.Queste opere sono esposte presso il Museo Regionale “Conte Agostino Pepoli” ospitato in un convento Carmelitano del ‘300 che fu rimaneggiato come espressione del barocco siciliano. Oltre a statue e dipinti raccolti da questo nobiluomo trapanese nel corso della sua vita, il pezzo forte del museo sono le sale dedicate all'”arte in rosso” dei “mastri curaddari”. Autentici pezzi di bravura sono i presepi che le famiglie nobili esponevano nei propri saloni per suscitare lo stupore degli ospiti e che venivano realizzati in corallo assemblato a rame dorato, smalti, argento, avorio in modo da ottenere una varietà di effetti cromatici. In nome degli artisti è rimasto quasi sempre sconosciuto con alcune eccezioni come Andrea Tipa attivo a Trapani all’inizio del ‘700 e autore di suggestivi presepi dove l’effetto scenico è accentuato dall’introduzione di alabastro, conchiglie e pezzi di madreperla.

 

 

Il Museo Regionale “A. Pepoli”

Il Museo ha sede nei locali dell’ex convento dei Padri Carmelitani, un grande edificio costruito, nel secolo XIV, che, dopo gli ampi rimaneggiamenti subiti nel corso dei secoli, assunse il suo assetto attuale solo nel XX secolo.È intitolato al suo fondatore, il conte Agostino Pepoli, che lo costituì tra il 1906 e il 1908. Raccoglie opere della collezione privata del conte Pepoli, oggetti di proprietà comunale provenienti dalle soppresse corporazioni religiose, la “quadreria” donata dal generale Giovan Battista Fardella alla sua città nel 1830, gran parte della collezione del conte Hernandez, nonché manufatti di vario tipo donati da cittadini trapanesi ed opere eterogenee acquistate sul mercato antiquario.Comprende inoltre reperti archeologici donati dal Museo Nazionale di Palermo, cimeli storici della Biblioteca Fardelliana e ceramiche dell’Ospizio Marino “Sieri Pepoli” di Trapani. È uno dei pochi musei in Sicilia a possedere una qualificata raccolta di “arti decorative e applicate”, che documenta la fervida attività dei maestri trapanesi specializzati, nei secoli XVII e XVIII, nella lavorazione di corallo, avorio, conchiglie, pietre dure, oro e argento. Presepi, oggetti con corallo, cammei e manufatti in altri materiali pregiati sono espressione della vita culturale ed economica della città in quei secoli, oltre che di uno straordinario artigianato artistico, di alta qualità, che rese Trapani famosa nel mondo.Tra le collezioni di opere in corallo figurano la pregevole Lampada pensile, opera realizzata nel 1633 e firmata dal trapanese Frà Matteo Bavera, e lo splendido Crocifisso riferito al medesimo autore, celebrato dalle fonti per l’estrema perizia della sua fattura e l’eccezionalità delle sue dimensioni.Il Museo custodisce inoltre una sontuosa collezione di gioielli, in gran parte proveniente dal Tesoro della Madonna di Trapani, un tempo custodito dai frati carmelitani nell’attiguo Santuario di Maria SS. Annunziata. La raccolta nasce dall’omaggio di re, principi, nobildonne, prelati, semplici fedeli al celebre simulacro della Vergine, storica meta di pellegrinaggi ed oggetto di intensa devozione. I gioielli, realizzati per la maggior parte nel secolo XVII, per la ridondante decorazione e la esuberante policromia di pietre, gemme, perle, smalti che li caratterizza sono espressione del gusto tipicamente barocco dell’epoca.Nella sezione dedicata alle arti decorative figurano anche le celebri figurine da presepe in legno tela e colla prodotte da maestri trapanesi specializzati in tale tecnica; tra questi fu famoso Giovanni Matera (1653-1718), che produsse piccoli capolavori carichi di intensa e drammatica espressività.

 

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